 |
|
 |
 |
 |
 |
Lunedì 14 Aprile 2008 - SALUTE. UN ELETTRODO CONTRO L’INCONTINENZA

DUE GIOVANI DONNE PER IL PRIMO IMPIANTO. Come curare le incontinenze, le stipsi croniche e i dolori pelvici? Con un elettrodo poco più grande di una moneta. All’ospedale di Asola, nella divisione di Chirurgia Generale diretta da Ottavio Bruni, sono stati effettuati i primi due impianti definitivi di elettrodi inseriti nelle radici sacrali per neurostimolazione. Le pazienti sono due giovani donne di 40 e di 55 anni, residenti in provincia di Mantova. Nell’ambito della implementazione dei trattamenti per la patologia del pavimento pelvico, ormai consolidati in questa unità chirurgica, il metodo è considerato assai innovativo e all’avanguardia, anche se è ristretto a casi selezionati. I risultati ottenuti permettono di risolvere finalmente gravi problemi di controllo delle funzioni vescicali e intestinali in adulti e giovani (incontinenza urinaria, vescica iperattiva, incontinenza fecale, stipsi cronica rettale, dolore pelvico cronico) che non potrebbero in alcun modo giovarsi di terapie chirurgiche, mediche o riabilitative.
TECNICA INNOVATIVA. La tecnica, altrimenti detta neuromodulazione sacrale, può risultare utile in molteplici settori specialistici: urologia, chirurgia, ginecologia, medicina, neurologia, terapia del dolore. Tecnicamente si tratta di introdurre in anestesia locale nel sottocute un sottile elettrodo oltre il terzo forame dell’osso sacro, in modo che lo stesso si ponga a contatto con le radici nervose sacrali e sia in grado di inviare per mezzo di un frequenzimetro una stimolazione elettrica appena percepibile, continua e a bassa frequenza che agisce sulle terminazioni nervose. In condizioni normali la trasmissione dell’impulso viene garantita sui muscoli del pavimento pelvico, mentre viceversa nei soggetti affetti da lesioni periferiche dei nervi sacrali la funzione risulta compromessa. Le fasi che caratterizzano la neuromodulazione sono due. In primo luogo si effettua un test di prova mediante un impianto provvisorio dell’elettrodo per un tempo di circa 3 settimane indicato per valutare l’efficacia della stimolazione. La buona risposta del test di prova, sulla base di quanto avverte il paziente rappresenta il criterio oggettivo di valutazione per procedere all’impianto di uno stimolatore definitivo e quindi alla seconda fase. In quest’ultima il dispositivo, che ha le dimensioni leggermente superiori a una moneta da 2 euro, viene intascato al di sotto della cute locale e consente una autonomia media di 5 anni, trascorsi i quali è sufficiente sostituire la pila, senza rimuovere l’elettrodo. Il dispositivo è pertanto paragonabile a quello di un pace-maker.
VISITE SU PRENOTAZIONE PER I NUOVI INTERVENTI. L’impatto sociale per le patologie descritte risulta assi alto in termini di invalidità psico-fisica, perdita di attività lavorativa, interruzione di relazioni sociali e aumento di costi (principalmente per utilizzo di assorbenti). Le più recenti evidenze scientifiche attestano viceversa un eccellente ripristino della qualità di vita nei casi che hanno risposto positivamente. Grazie alla sensibilizzazione dello staff dirigenziale dell’Azienda “C.Poma”, è stato possibile avviare per la prima volta in ambito provinciale questo qualificante percorso terapeutico. I medici che se ne occupano sono Corrado Asteria per la parte chirurgica e Stefano Guatelli per la parte Urologica. Il criterio di selezione dei pazienti attraverso visite preliminari rappresenta la condizione di base per poter ottenere in futuro buoni risultati. Su prenotazione e con impegnativa del curante, negli ambulatori specialistici del pavimento pelvico del presidio di Asola, vi è ampia disponibilità a valutare tutti quei soggetti che ne potrebbero usufruire. Info: 0376 7211
|
 |
|
 |
|
 |