basta un’incisione: una pompa lavora al posto del cuore, Mantova speciali attualità


MANTOVA COM - Il portale di Mantova
Ogni mese ci scelgono 90mila persone!

0 0,00 seguici su facebook seguici su twitter
Speciali

elenco completo
Lunedì 28 Aprile 2008 - BASTA UN’INCISIONE: UNA POMPA LAVORA AL POSTO DEL CUORE

Una pompa centrifuga, applicata grazie a una piccola incisione, sostituisce il cuore. Ennesima soluzione all’avanguardia nei reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia del Poma, che fanno passi da gigante riducendo al minimo i rischi per i pazienti e gli interventi invasivi. Il nuovo dispositivo è in grado di far circolare fino a 5 litri di sangue ed è stato utilizzato in meno di 10 casi a livello internazionale. La collaborazione tra cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti della Cardiochirurgia, grazie all’utilizzo della sala ibrida di emodinamica necessaria per eseguire angioplastiche, ha consentito di trattare in anestesia generale questi pazienti sostituendo temporaneamente l’attività cardiaca con una pompa meccanica. 

Come si procede? In anestesia totale viene praticata un’incisione di circa 5 centimetri all’altezza dell’inguine e, attraverso l’aorta, si posiziona la pompa nel ventricolo sinistro. Nelle ultime settimane, tre mantovani hanno beneficiato di questa innovazione, che permette di ottenere molteplici risultati (assistere il lavoro del muscolo cardiaco o sostituirlo completamente nelle sue funzioni) quando le condizioni del paziente non consentono l’intervento chirurgico tradizionale. Fino ad ora la pompa è stata utilizzata per un ultrasettantenne, già operato di bypass, che viveva con una sola coronaria e con grave disfunzione ventricolare sinistra, un infartuato con angioplastiche estese e un novantenne che, data l’età e la presenza di altre patologie, non avrebbe potuto affrontare un intervento chirurgico a cuore aperto. 

Un recente studio del Ministero della Salute sugli esiti a breve termine degli interventi di bypass aortocoronarico ha registrato in Cardiochirurgia a Mantova una mortalità a trenta giorni tra le più basse d’Italia e comunque di molto inferiore alla media nazionale dell’1,8 per cento. Il dipartimento è stato classificato ancora una volta fra i migliori centri italiani per questo tipo di intervento. Lo stesso studio, proposto la prima volta nel biennio 2002-2004, aveva monitorato 64 strutture e analizzati 34.310 interventi di bypass isolato; la mortalità dei malati a 30 giorni dall’operazione era risultata pari a 2,61%, in linea con i dati della letteratura internazionale. Già tale studio poneva il Poma tra gli otto ospedali più sicuri della penisola insieme al Santa Croce di Cuneo, al Civile di Legnano (Milano), al San Raffaele di Milano, al Santa Chiara di Trento, alla clinica San Rocco Franciacorta di Ome (Brescia), al Polo cardiologico dell’ospedale di Gattinara (Trieste) e alla casa di cura Hesperia Hospital di Modena.



elenco completo

Internet partner: Sigla.com
[www.sigla.com]