 |
|
 |
 |
 |
 |
Giovedì 24 Aprile 2008 18:23 - Borse: dati di chiusura

Si è chiusa un’altra giornata volatile per i mercati azionari del Vecchio Continente, nel corso della quale l’operatività è stata condizionata sia dai risultati trimestrali di diverse importanti società sia dalle statistiche sulla congiuntura statunitense: a Milano il Mibtel ha guadagnato lo 0,31%, a Francoforte il Dax ha archiviato un +0,39%, a Londra il Ftse100 ha registrato un -0,54% e a Parigi il Cac40 ha ceduto lo 0,31%. Sul fronte societario le notizie negative sono arrivate ancora una volta dal comparto bancario: Barclays ha preannunciato un utile netto in deciso calo nel primo trimestre e Credit Suisse ha riportato una perdita decisamente peggiore delle attese. Dagli Usa sono arrivati altri segnali allarmanti dal settore immobiliare: le vendite di nuove case a marzo sono diminuite dell’8,5% a 526 mila unità (575 mila il dato rivisto di febbraio). Si tratta del peggiore dato dal 1991. Nello stesso periodo il prezzo medio di vendita è diminuito del 13,3% a 227.600 dollari. La delusione per questi dati è stata parzialmente compensata dalle indicazioni arrivate dal mercato del lavoro: -33 mila le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. A Piazza Affari il caso Alitalia (-3,25%) ha continuato a tenere banco. Il prestito ponte concesso dallo Stato ha già sollevato le proteste di alcuni operatori europei (British e Rayair su tutti) che hanno chiesto un intervento da parte di Bruxelles per il mancato rispetto della normativa Ue sulla concorrenza. I riflettori sono stati puntati anche su Fiat (+3,17%) che ha rilasciato risultati trimestrali sorprendenti: nonostante il difficile contesto economico il Lingotto è riuscito a registrare un utile netto in crescita del 13% a 405 mln di euro. Il gruppo ha anche confermato l’obiettivo di un utile 2008 compreso tra 2,4 e 2,6 mld (Marchionne ha dichiarato che i target verranno raggiunti facilmente). Sono proseguite le prese di profitto sui petroliferi, protagonisti di un poderoso rally nelle ultime settimane, complice la discesa del prezzo del greggio sotto i 117 dollari: Eni ha perso lo 0,57% (nonostante un utile rettificato in crescita di quasi il 14% a 3,05 mld di euro), Saipem l’1,24% e Tenaris il 2,48%. Tra i bancari si è messa in evidenza Unicredit con un +2,79%: il titolo ha recuperato quanto perso alla vigilia dopo avere preannunciato perdite da trading per 675 mln di euro nel primo trimestre. Il gruppo ha comunque sottolineato che il periodo si è chiuso con un utile consolidato di 1 mld. Sul mercato valutario è proseguita la correzione dell’euro rispetto al dollaro nonostante dati macroeconomici americani non troppo convincenti: il cambio è sceso sotto quota 1,57.
|
 |
|
 |
|
 |