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Lunedì 5 Maggio 2008 18:19 - Borse: dati di chiusura

L’ennesimo record registrato dal prezzo del petrolio a New York (ha superato anche i 120 dollari al barile sulla scia delle crescenti tensioni in Nigeria ed Iran) ha riproposto i timori legati all’inflazione e fatto passare in secondo piano le incoraggianti indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico statunitense (l’Ism servizi è salito ad aprile a 52 punti; la soglia dei 50 punti separa una fase di espansione economica da una di contrazione). Gli operatori hanno così preferito mantenere un atteggiamento prudente dopo i forti rialzi della scorsa settimana: a Milano il Mibtel ha terminato la seduta invariato, a Francoforte il Dax ha archiviato un +0,13% e a Parigi il Cac40 ha ceduto lo 0,13%. Londra è rimasta chiusa per festività. La decisione di Microsoft di rinunciare all’acquisto di Yahoo non ha di certo contribuito a portare euforia sui listini. L’annuncio ha affossato Yahoo e trascinato al ribasso il Nasdaq. A Piazza Affari i riflettori sono stati puntati su Alitalia (il prezzo del titolo è rimasto fermo a 0,60 euro) dopo le indiscrezioni riportate dalla stampa sul possibile coinvolgimento di Lufthansa nella cordata italiana che dovrebbe rilevare la compagnia di bandiera. I vertici di Unicredit hanno smentito di avere incontrato il management della società tedesca per discutere l’operazione. L’impennata delle quotazioni del greggio ha favorito gli acquisti sui titoli del settore: Eni ha guadagnato lo 0,64% e Saipem il 2,22%. Tra i bancari si è messo in luce il Banco Popolare con un +4,84% grazie ai rumors relativi ad un interesse di un gruppo tedesco per la partecipata Banca Italease, che a sua volta ha archiviato un +2,03%. Tra gli industriali Fiat ha registrato un +0,35%: le immatricolazioni di auto del gruppo in Italia sono aumentate dell’1,43% ad aprile e la quota di mercato è salita al 33,56%. Rialzi interessanti sono stati registrati anche da Fastweb (+3,72%), Pirelli (+1,73%) e Lottomatica (+1,68%). Sul mercato valutario l’euro non ha risentito delle positive indicazioni arrivate dagli Usa ed è tornato a rafforzarsi contro il dollaro; il cambio si è riportato sopra quota 1,55.
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