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Venerdì 16 Maggio 2008 14:51 - Una serra di marjiuana nel sottotetto: tre arresti

San Giorgio. Una serra ricavata nel sottotetto. Dall’illuminazione, al timer per regolare la temperatura, dall’impianto di irrigazione, al concime di guano di pipistrello, alla web cam per trasmettere le immagini del prodotto via internet. C’era tutto per una coltivazione “dop” di piante di marjiuana: 21 quelle sequestrate dalla Compagnia dei Carabinieri di Mantova.
Tre le persone arrestate per coltivazione e detenzione di materiale stupefacente ai fini di spaccio. Un giro di affari che avrebbe fruttato almeno 40 mila euro l’anno. Almeno una ventina i clienti fissi. Molti tossicodipendenti.
Sono finti in carcere Alberto Sabbadini, 49 anni, disoccupato, la figlia, Selena Sabbadini, 20 anni, commessa, e Luigi Lazzaruolo, 20 anni, idraulico, fidanzato della figlia, tutti residenti a san Giorgio, in via Matteotti, a pochi metri dal municipio.
L’operazione è stata eseguita ieri dalle 18.00 alle 20.00, dopo mesi di indagini e appostamenti che hanno consentito di risalire a quella che gli stessi inquirenti hanno definito “un’azienda criminale familiare”. Sabbadini e la figlia sono stati arrestati in casa. Non hanno opposto resistenza. Il giovane idraulico, ieri al suo primo giorno di lavoro in un’azienda di Viadana, è stato raggiunto e arrestato proprio all’interno della ditta, attorno alle 20.00.
Era lui l’artefice della produzione. Esperto di idraulica e appassionato di botanica, era anche molto orgoglioso della serra che aveva allestito e del prodotto finito, pare di ottima qualità, che vendeva ai clienti. Nell’abitazione sono state sequestrate, oltre alle piante di marjiuana, da cui l’idraulico riusciva a ricavare il principio attivo dalle foglie, prima del raggiungimento della dimensione standard, 500 grammi di fogliame già in essiccazione, uno spinello addosso alla ragazza, foglie addosso al 49enne; oltre a tre cellulari e un’agenda su cui il ragazzo pianificava con schemi e disegni grafici tutta l’attività dell’impianto della serra.
Dall’esterno non trapelava nulla. Gli abbaini del sottotetto erano stati opportunamente oscurati.
Il giro dei clienti era concentrato nel tardo pomeriggio e nel fine settimana.
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