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Martedì 20 Maggio 2008 18:39 - Borse: dati di chiusura

L’ennesimo record del petrolio, è arrivato ad un passo dai 130 dollari al barile a New York, e l’inaspettato aumento della componente core dei prezzi alla produzione negli Usa (+3% su base annuale ad aprile, maggiore incremento dal dicembre del 1991) hanno innescato vendite diffuse sui listini del Vecchio Continente: a Milano il Mibtel ha perso l’1,60%, a Francoforte il Dax ha archiviato un -1,49%, a Londra il Ftse100 ha registrato un -2,9% e a Parigi il Cac40 ha ceduto l’1,70%. Tra gli operatori è tornata a circolare la parola stagflazione, termine che identifica un periodo caratterizzato dalla coesistenza di situazioni di stagnazione economica e di inflazione: la crisi del mercato del credito e di quello immobiliare e i prezzi alle stelle dell’energia e dei generi alimentari potrebbero causare un rallentamento dei consumi e una riduzione degli utili aziendali, prospettiva che spaventa i mercati azionari. A Piazza Affari le vendite hanno colpito soprattutto i ciclici: tra gli industriali Fiat e Stm hanno perso il 3,34 e il 4,87%, nel lusso Bulgari e Luxottica hanno lasciato sul terreno il 5% circa e tra i media Mediaset e Mondadori hanno archiviato un -5 e un -5,7%. Non sono stati risparmiati neppure i petroliferi: Eni ha perso lo 0,76% e Saipem il 2,50%. La giornata è stata negativa anche per banche e assicurazioni: Bca Mps ha ceduto il 2,12%, Bca Pop Milano il 3,20%, Unipol il 2,73% e Fondiaria-Sai il 3,89%. Sul mercato valutario l'euro è tornato a rafforzarsi contro il dollaro superando anche quota 1,56.
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