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Mercoledì 21 Maggio 2008 18:15 - Borse: dati di chiusura

Si è chiusa un’altra giornata difficile per i mercati azionari europei a causa delle crescenti preoccupazioni sull’inflazione alimentate dalla corsa senza freni del petrolio: a Milano il Mibtel ha archiviato un +0,02%, a Francoforte il Dax ha perso l’1,09%, a Londra il Ftse100 ha registrato un +0,1% e a Parigi il Cac40 ha ceduto lo 0,54%. La debolezza del dollaro e il forte calo delle scorte di greggio negli Usa (-5,4 mln di barili contro attese pari a +500 mila) nella settimana terminata il 16 maggio hanno spinto le quotazioni dell’oro nero oltre i 132 dollari al barile e rafforzato i dubbi degli operatori sulla capacità di spesa dei consumatori, già alle prese con la caduta dei prezzi degli immobili e con la crisi del mercato del credito. L’ennesimo record del petrolio ha innescato gli acquisti sui titoli del settore. A Piazza Affari Eni ha guadagnato il 2,75%, Saipem il 2,70% e Saras il 4,05%. Il maggiore rialzo è stato però registrato da Atlantia con un +7,63%. Il governo italiano ha presentato un emendamento al decreto di attuazione degli obblighi comunitari con il quale è stata approvata la nuova convenzione tra Autostrade per l'Italia, società del gruppo Atlantia, ed Anas siglata lo scorso ottobre. Il provvedimento, che deve andare all’esame di Camera e Senato per la definitiva conversione, permetterà alla società di attuare i nuovi investimenti programmati e di avere certezze nella determinazione futura degli adeguamenti tariffari (ancorati ad una percentuale fissa dell’inflazione per tutta la durata della concessione). Sono stati venduti ancora una volta i ciclici: Fiat ha perso il 2,82% (Merrill Lynch ha tagliato il prezzo obiettivo a 18 euro da 21), Buzzi Unicem il 3,24%, Impregilo il 5,74% e Luxottica il 2,50%. Le incertezze sullo stato di salute delle banche e sulle prospettive del comparto si sono fatte sentire sul settore: Unicredit ha ceduto il 2,36%, Mediobanca il 3,77%, Bca Pop Milano l’1,97% e Bca Mps l’1,92%. Sul mercato valutario l’euro ha approfittato dell’inaspettato aumento dell’indice Ifo tedesco per rafforzarsi ulteriormente contro il dollaro. Il cambio è così tornato a testare quota 1,58 in attesa della pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Fed (i trader leggeranno con attenzione le minutes, verranno anche rese note le previsioni trimestrali, per cercare di capire se la maggiore preoccupazione della Banca Centrale Usa resta ancora la crescita economica o è diventata l’inflazione). (fonte: borse.it)
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