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Giovedì 22 Maggio 2008 18:33 - Borse: dati di chiusura

Si è chiusa una seduta volatile per i mercati azionari europei, nel corso della quale gli indici hanno cambiato più volte direzione: a Milano il Mibtel ha archiviato un +0,58%, a Francoforte il Dax ha guadagnato lo 0,42%, a Londra il Ftse100 ha perso lo 0,27% e a Parigi il Cac40 ha registrato un +0,02%. I listini del Vecchio Continente sono riusciti a recuperare terreno nel pomeriggio con l’inaspettato calo delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa (-9 mila a 365 mila; restano comunque su livelli elevati) che ha regalato una boccata d’ossigeno agli operatori dopo due sedute piuttosto difficili. Il quadro economico resta però critico: l’inflazione rappresenta una seria minaccia per tutto il mondo a causa dei continui aumenti del prezzi del petrolio (ha superato anche i 135 dollari al barile) e delle materie prime in generale, la situazione sul mercato del credito è ancora tesa e i prezzi delle case negli Usa continuano a diminuire (-1,7% t/t e -3,1% a/a nel primo trimestre del 2008). Piazza Affari è riuscita a fare meglio delle altre Borse grazie soprattutto al settore energetico. Gli acquisti hanno interessato in particolare le utilities: Enel ha guadagnato l’1,76%, Snam RG l’1,57% e Terna l’1,87%. Hanno chiuso contrastati, invece, i petroliferi: Eni ha archiviato un +0,22%, Saipem un -0,62% e Tenaris un +1,44%. Hanno recuperato terreno i bancari dopo le vendite della vigilia: Unicredit ha registrato un +2,3%, Bca Pop Milano un +2,38% e Banco Popolare un +2,95%. Hanno chiuso in calo, invece, gli assicurativi, penalizzati dal giudizio negativo di Merrill Lynch su Generali (-1,05%) e Alleanza (-2,30%). Spicca anche il -2,12% di Unipol. Le quotazioni record del greggio si sono fatte sentire sul settore auto dove Fiat ha archiviato un -0,76% (Ford Motor ha comunicato che ridurrà la produzione per il resto del 2008 a causa del rallentamento dell’industria automobilistica determinato dagli alti costi dell’acciaio e dell’energia). La giornata è stata decisamente positiva per Telecom Italia che ha messo a segno un +4,60% grazie alle nuove tariffe di terminazione nella telefonia mobile decise dall’Autorità per le tlc. Sul mercato valutario l’euro si è indebolito contro il dollaro scendendo verso quota 1,57. Dai verbali della Fed è emerso che la stagione dei tagli dei tassi d’interesse negli Usa è probabilmente finita e questo potrebbe permettere al biglietto verde di recuperare terreno. (fonte: borse.it)
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