Stamattina Consiglio Provinciale Aperto sulla Costituzione martedì 3 giugno 2008 Mantova news


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Martedì 3 Giugno 2008 15:05 - Stamattina Consiglio Provinciale Aperto sulla Costituzione

Mantova. “La Costituzione è la carta d’identità di una repubblica, è un patto tra le generazioni passate e quelle future”: così Stelio Mangiameli, docente di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Teramo, ha chiuso il suo intervento di questa mattina al Consiglio Provinciale Aperto sulla Costituzione. Dal presidente del consiglio provinciale Laura Pradella, al prefetto Giuseppe Oneri, dal presidente Maurizio Fontanili al dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Gianfranco Ghilardotti: tutti concordi nell’attribuire alla Costituzione italiana il ruolo di fondamento della Repubblica, individuando nei giovani l’interlocutore primario a cui rivolgersi, per perpetuare i valori che ispirarono i padri fondatori. 

Gli interventi 
Laura Pradella, presidente del consiglio: “la Costituzione non sia solo una legge, seppur fondamentale, ma rappresenti, invece, un sistema di principi e valori condivisi, che fissano i presupposti di fondo della convivenza civile. Essendo un patto tra persone, basato su principi fondamentali – ha proseguito la Pradella – la Costituzione è destinata a durare nel tempo, a non cambiare ad ogni alternarsi di maggioranza, anche se può subire adattamenti che ne assicurino una migliore attuazione nel tempo”. 

Maurizio Fontanili, presidente della Provincia: ha puntato l’attenzione sul clima politico in cui ha preso avvio la discussione della Costituente, frutto, “di un senso di solidarietà diffusa, tra forze partitiche molto differenti tra loro, ma animate dal desiderio di ripristinare le leggi e i valori cancellati dal nazifascismo”. Fontanili ha poi voluto tornare sulla questione delle Province, della cui abolizione si sta discutendo già da qualche tempo. “C’è bisogno di un chiarimento – ha spiegato – riguardo al ruolo che le Province rivestono e su ciò che rappresenteranno nel futuro prossimo, dobbiamo sapere quali saranno le nostre competenze”.

Il prof. Mangiameli: non ha mancato di ricordare come l’Italia sia l’unico paese europeo in cui si discute della necessità di abolire le Province. “In Francia, le Province sono l’ente territoriale più importante - ha spiegato - mentre in Germania, dove esistono 33 mila comuni per 150 province, queste ultime hanno il compito di sostenere e orientare le politiche dei comuni più piccoli. “Così dovrebbe essere anche in Italia – ha proseguito - le province dovrebbero rivestire un ruolo di sussidiarietà rispetto ai comuni che, grandi città a parte, spesso non sono in grado di far fronte a questioni complesse”. “Mi auguro prevalga il buon senso – ha concluso – e non l’isterismo con il quale la classe politica sta conducendo la discussione”. E’ tornato anche sul clima politico italiano, a suo dire, vero colpevole delle mancate riforme: “Gli ultimi anni della vita politica italiana sono stati caratterizzati da una sorta di “Discordia”, come la chiamavano i greci, un conflitto interno che ha visto le forze politiche delegittimarsi a vicenda”. “Mi pare che, negli ultimi tempi, si stia prendendo coscienza del problema: l’Italia ha bisogno di piccole riforme condivise”.



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