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Martedì 3 Giugno 2008 17:59 - Emergenza cibo: Coldiretti critica sulle speculazioni

In Europa il problema alimentare riguarda più di 74 milioni di cittadini che vivono oggi al di sotto della soglia di povertà. E’ quanto è emerso oggi nel corso del Forum Internazionale “Allarme cibo, l’Europa risponde” organizzato da Coldiretti e Studio Ambrosetti a Bruxelles. Gli effetti dell’emergenza-cibo si fanno sentire anche in Europa dove, insieme all’aumento dei prezzi dei beni alimentari (7,1 per cento ) potrebbe presto cambiare il menu’ sulle tavole per lo stop alle forniture di molti prodotti base: le principali catene di supermercati inglesi hanno iniziato a razionare le vendite di riso; gli allevatori tedeschi hanno interrotto le consegne di latte alle industrie.
L'Europa ha il dovere - sostiene la Coldiretti - di adottare una politica agricola coerente con l'esigenza di chiudere le porte alla speculazioni sulla fame e di garantire l'approvvigionamento al giusto prezzo. Un modello di sviluppo sostenibile, economicamente e socialmente, per rispondere al nuovo quadro di riferimento caratterizzato da crescita dei prezzi per effetto dall' aumento della domanda, dai cambiamenti climatici e dalle speculazioni finanziarie.
L'impennata dei prezzi ha ''rilegittimato” il ruolo dell’agricoltura in una Europa che - ha sottolineato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini - è un importatore netto di prodotti agricoli, con una bilancia commerciale negativa di circa 6 miliardi di dollari, in gran parte provenienti da Paesi in via di sviluppo. Per Marini, la crisi alimentare "non si risolve con i prezzi bassi all'origine perche' questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere .
La Politica agricola - ha precisato Marini - deve saper mantenere l'agricoltura efficiente con un sistema diffuso di imprese sul territorio. Il presidente della Coldiretti ha espresso un giudizio positivo sulle proposte di revisione , il cosiddetto “stato di salute della Pac”, presentate dal commissario all’agricoltura Mariann Fischer Boel che è intervenuta all’incontro insieme al vice presidente del Parlamento europeo Mario Mauro e al vice presidente della Commissione Antonio Tajani. " Con l’abolizione del set-aside, ci sarà la possibilità - ha sottolineato - di mettere a coltura fino a quasi 3 milioni di ettari in Europa dei quali duecentomila in Italia per una produzione aggiuntiva di oltre un milione di tonnellate di cereali".
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