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Martedì 3 Giugno 2008 18:08 - Borse: dati di chiusura

Dopo i pesanti ribassi della vigilia i listini del Vecchio Continente sono riusciti a mettere a segno un timido rimbalzo: a Milano il Mibtel ha guadagnato lo 0,42%, a Francoforte il Dax ha registrato un +0,15%, a Londra il Ftse100 ha messo a segno un +0,83% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un +0,98%. La situazione sui mercati resta comunque piuttosto tesa: continuano infatti a pesare i problemi del settore immobiliare e di quello creditizio e il pericolo inflazione. Piazza Affari ha tratto beneficio dal deciso recupero delle utilities dopo le vendite di ieri: Terna ha guadagnato il 2,03%, A2A il 4%, Enel lo 0,71% e Snam RG l’1,37%. Si sono messi in evidenza anche i telefonici, con Tiscali che ha archiviato un +10,10%: secondo indiscrezioni riportate da organi di stampa, Vodafone sarebbe pronta a lanciare un’offerta d’acquisto del valore di 2,8 euro per azione. Ha chiuso in deciso calo Alitalia (-7,1%): si sta facendo più insistente il pressing dei concorrenti europei per un intervento della Ue sul prestito da 300 mln di euro (poi trasformato in patrimonio netto) concesso dallo Stato italiano alla compagnia di bandiera per evitarne il fallimento. Resta aperta la ricerca di un acquirente, operazione che sembra essere sempre più difficile dopo il fallimento delle trattative con Air France-Klm. Sul mercato valutario ci sono stati movimenti piuttosto interessanti. L’euro si è fortemente apprezzato contro il dollaro nella prima parte della giornata sulla scia delle indicazioni arrivate dal fronte macroeconomico europeo (il Pil del primo trimestre è stato rivisto a +0,8% da +0,7% e i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,8% ad aprile). Nel pomeriggio c’è stata una brusca inversione di tendenza che ha portato il cambio da 1,56 a 1,54. Il recupero del biglietto verde è stato innescato da alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente della Fed: Bernanke ha lanciato un allarme sui rischi che il dollaro debole pone in termini d’inflazione. Anche per la Banca Centrale americana la lotta all’inflazione potrebbe diventare una priorità (così come lo è per la Bce) e questo potrebbe portare ad un cambio di rotta nella politica monetaria statunitense: non sono quindi da escludere aumenti dei tassi d’interesse dopo i drastici tagli di questi mesi. Il dollaro è stato aiutato anche dal positivo dato di aprile sugli ordini all’industria negli Usa: +1,1% contro attese pari a -0,1%. (fonte: www.borse.it)
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