Borse: dati di chiusura mercoledì 25 giugno 2008 Mantova news
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CENERENTOLA - Il musical
Arriva in Italia il Musical tratto dalla più celebre delle fiabe. Nei panni di Cenerentola, Roberta Lanfranchi. Appuntamento il 31 marzo ed il 1° aprile 2009

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Mercoledì 25 Giugno 2008 18:09 - Borse: dati di chiusura

In attesa delle decisioni di politica monetaria della Fed, i listini del Vecchio Continente sono riusciti a mettere a segno un deciso rimbalzo aiutati dal calo del prezzo del petrolio, sceso sotto i 133 dollari al barile dopo la pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali negli Usa (+800 mila barili contro attese pari a -900 mila): a Milano il Mibtel ha guadagnato l’1,35%, a Francoforte il Dax ha registrato un +1,25%, a Londra il Ftse100 ha messo a segno un +0,56% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un +1,40%. La brusca discesa delle quotazioni del greggio ha contribuito ad allentare le tensioni sul fronte inflazione e fatto scattare le ricoperture sui titoli maggiormente penalizzati di recente, a partire dagli industriali. A Piazza Affari Fiat ha guadagnato il 4,58%, Finmeccanica il 7,81%, Impregilo l’8,14%, Prysmian il 4,45% e Luxottica il 7,82% (ha confermato i target per l’esercizio in corso). Discreti rialzi sono stati registrati anche tra i bancari: Bca Pop Milano ha messo a segno un +2,75%, Bca Mps il 3,07%, Banco Popolare il 3,37% e Unicredit l’1,75%. Nemmeno le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Bce davanti al Parlamento europeo sono riuscite ad innervosire gli operatori: Trichet ha ribadito che i rischi sono al rialzo per l’inflazione e che è probabile un aumento del costo del denaro (ha però sottolineato che non si tratta del primo di una serie di rialzi). Sul mercato valutario il cambio euro/USD si è mosso tra 1,5550 e 1,56: i traders hanno preferito rimanere alla finestra in attesa di conoscere le mosse della Federal Reserve sui tassi d’interesse negli Usa. I dubbi degli operatori non riguardano tanto le decisioni di questa sera (le aspettative sono per tassi fermi al 2%) quanto l’orientamento futuro della Banca Centrale americana, che si trova nella scomoda posizione di scegliere tra il rischio di un’inflazione fuori controllo (mantenendo il costo del denaro basso) e quello di una profonda recessione (alzando il costo del denaro)



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