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Chi erano i Gonzaga?

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Castello di San Giorgio
Castello di San Giorgio
PALAZZO DUCALE - CASTELLO DI SAN GIORGIO

Chi erano i Gonzaga?

Vi accompagneremo a scoprirlo attraverso le storie e gli aneddoti che ancora riecheggiano nella loro splendida corte.
Le Armi, le armature, i cavalli e i cavalieri della Tavola Rotonda nel torneo di Luoverzep rappresentato nei grandiosi affreschi dipinti da Pisanello nel 1400
Gli splendidi arazzi di Raffaello negli appartamenti di rappresentanza in Corte Vecchia.
La magia, l'alchimia, l'esoteria nella notturna Sala dello Zodiaco.
La meraviglia fiorita del Giardino Pensile aperto nel Salone dei Fiumi.
Le luci della sala degli Specchi sulle note di Claudio Monteverdi
E nel Castello di San Giorgio, la Camera degli Sposi, magistrale opera di Andrea Mantegna.

APPARTAMENTO DEGLI ARAZZI

L'appartamento degli arazzi, nel '500 detto "verde" per le cromie e i giochi d'edera che lo rivestivano, fu ristrutturato nel 1780 per creare una degna cornice alla preziosa serie di nove arazzi che papa Leone X commissionò a Raffaello per ornare la Cappella Sistina. I cartoni preparatori furono acquistati dal cardinale Ercole Gonzaga tra il 1557 e il 1559: tessuti nella marca fiamminga di Bruxelles, costituiscono una delle prime repliche del grande urbinate.
Per oltre due secoli i Gonzaga, così come i Papi, decorarono con questi preziosi panni la loro chiesa di corte Santa Barbara.

CAMERA DEGLI SPOSI


In una delle torri del castello si trova la "Camera Picta" dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. Vi è ritratta la corte del marchese Ludovico II Gonzaga con la moglie Barbara del Brandeburgo, i figli, i dignitari, i paggi e la nana Diamantina. Luogo simbolico, e non stanza nuziale, qui venivano ricevuti gli ambasciatori e si decidevano gli affari di Stato sullo sfondo delle rovine dell'antica Roma e dei Cesari silenziosi.

Esplosione di cromie nell'oro e nei tendaggi dipinti che la rivestivano, sopra di essa si apre uno straordinario "Trompe l'oeil", un oculo dipinto al centro del soffitto da dove, in un cielo di nubi, si affacciano donne e putti. Guardano i visitatori meravigliati in un "sotto in su" che aprì al Rinascimento la prima prospettiva verticale della storia dell'arte.

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale
SALA DELLO ZODIACO

Notturna, magica, alchemica. Affrescata nel 1576 da Lorenzo Costa il Giovane, mostra nella volta stellata le diverse costellazioni. Al centro spicca il carro di Diana con il ventre rigonfio, trainato dai cani - simbolo di "fidelitis" - verso il segno zodiacale della Vergine: segno legato alla nascita del duca Guglielmo, venuto alla luce di notte per donare ricchezza e potere al casato.

Erano Virgo, Leo e Scorpio i tre segni della conoscenza a Mantova: "Virgo" era la Manto cantata da Dante, "Leo" la presa del potere il 16 agosto 1328 e "Scorpio" la forza velenosa degli uomini d'arme di casa Gonzaga.

PISANELLO

Gli affreschi e le sinopie del Pisanello furono dipinti verso il 1440 per incensare Gianfrancesco Gonzaga, primo marchese di Mantova. Scoperti nel 1969 sotto strati di intonaco che li avevano celati agli occhi e alla storia per ben 500 anni, si svelano al visitatore moderno nella loro raffinata eleganza gotica.

Rappresentano le mitiche e vittoriose gesta di Bohart, cugino di Lancillotto, nel torneo di Louverzep: tra i cavalieri si scorge anche un nano su un piccolo cavallo con scintillanti armature.

Entrando nella stanza sembra di sentire suoni di spade e di lance che emergono dal fondale scuro un tempo decorato d'argento, in un viaggio a ritroso nei leggendari tempi della Tavola Rotonda.

SALA DEGLI SPECCHI

"Ogni Venere di sera si fa musica nella Sala degli Specchi". Realizzata da Anton Maria Viani all'inizio del '600, qui Claudio Monteverdi musicò la prima opera scritta "Orfeo e Euridice". Gli specchi in stile Luigi XVI incorniciano in lamina d'argento la spettacolare sala. Negli affreschi delle lunette e della volta ispirati alla mitologia classica, effetti ottici prodigiosi affascinano oggi come quattro secoli fa.
 
 
 

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