LA CITTÀ di Mantova

“…Manto fu, che cercò per terre molte;
poscia si puose là dove nacqu’io;
onde un poco mi piace che m’ascolte…”

Così racconta Dante per bocca di Virgilio nella sua “Divina Commedia” la storia della fondazione della città da parte dell’indovina Manto.

Mantova fondata da una strega dunque, Mantova come Camelot, Mantova magica e misteriosa…

Ma cosa ha a che fare Mantova con Camelot? A questa domanda una sola è la risposta…venire a Mantova e viverla, entrare nei suoi palazzi e perdersi nei suoi vicoli e vicoletti, fermarsi in un’osteria ed assaporare la raffinata cucina suo ricco passato. Dagli Etruschi ad un Rinascimento fastoso ascoltare la sua storia ricca di misticismo e magia. Piccola e ben disegnata Mantova è innanzitutto un’originale miscellanea di storia ed arte.

La città s’impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d’arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime; Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, Fancelli, Leonardo da Vinci, Tiziano, l’Ariosto il Tasso, l’Aretino. Questi sono solo alcuni dei personaggi passati da Mantova – che accrebbero la sua indiscussa dignità culturale – ma la lista è ancora lunga e lascerà stupiti anche i più scettici.

Mantova, città antichissima affonda le sue origini ancor prima del periodo etrusco (tracce di insediamenti etruschi sono presenti presso gli scavi del “Forcello” all’uscita del casello di Mantova sud), fu però in epoca comunale che acquisì la sua connotazione di città fortificata con importanti palazzi di epoca medievale.

Palazzo Ducale di Mantova
Palazzo Ducale di Mantova
Basilica di Sant'Andrea
Basilica di Sant'Andrea
Palazzo Te - Sala dei Giganti
Palazzo Te - Sala dei Giganti

Al periodo Comunale e al breve periodo della dominazione dei Bonacolsi risalgono il palazzo del Podestà, il palazzo della Ragione, il palazzo Bonaccolsi con la sua torre, oltre a varie altre torri che facevano parte delle case-torri delle famiglie più potenti della città, come quella della Gabbia, dei Gambulini, degli Zuccaro. Nella sua prima periferia la chiesa del Gradaro, ricorda il luogo dove secoli prima venne martirizzato, tramite decapitazione, il centurione romano Longino, mentre la Rotonda di San Lorenzo, di epoca Matildica venne edificata attorno all’anno 1000 (sui resti di un antico tempio romano dedicato a Diana) per ricordare il miracolo del ritrovamento del Sacro Sangue di Gesù, perduto da tempo. Mantova raggiunge però il suo massimo splendore sotto la lunga dominazione dei Gonzaga (1328-1707).

Simbolo del passaggio, da comune a signoria è il Palazzo Ducale, una delle più estese ed elaborate regge d’Italia che racchiude in se circa 950 tra sale e stanze con numerose piazze, corti giardini e giardini pensili. Da non perdere lo splendido “Giardino dei Semplici” con le sue erbe antiche e le sue piante disposte seguendo specifiche simbologie magiche e alchemiche.

LA PROVINCIA di Mantova

La provincia mantovana è un triangolo di Lombardia incuneato tra Veneto ed Emilia Romagna. Le colline Moreniche a Nord a due passi dal Lago di Garda, una fitta rete di di fiumi e canali e la fertile, immensa pianura agricola, 70 comuni distribuiti su una superficie di 2.238 Kmq, dei quali il 92% è pianeggiante: questi sono gli elementi caratteristici della provincia di Mantova. I piatti profili della Pianura Padana sono solcati in territorio mantovano da 7 fiumi: Po, Mincio, Chiese, Oglio, Secchia, Tiene e Tartaro. Mantova è una provincia a vocazione tipicamente agricola. Gli itinerari turistici che la provincia offre sono vari e possono abbinare all’elemento naturalistico, quello -veramente unico- storico/artistico e perché no, enogastronomico, regalando ad un pubblico “buongustaio” grandi piaceri del palato.