La Sinfonia in si minore, RV 169 “Al Santo Sepolcro” di Antonio Vivaldi
La Sinfonia al Santo Sepolcro si esprime in un linguaggio armonico “spinoso” per Vivaldi e nel Barocco era conosciuta come “musica della passione”, un linguaggio altamente cromatico riservato a rappresentare il dolore e la sofferenza di Cristo. Vivaldi si premura di precisare “senza organi e cembali” e nota l’assenza del basso continuo. Il compositore qui si rappresenta nella sua forma più intensa e drammatica, il che spiega perché questa sinfonia stia diventando tra le sue opere più popolari.
In furore iustissimae irae, RV 626, di Antonio Vivaldi
Per soprano, archi e basso continuo, è un Motetto antichissimo, di musica sacra, su testo non liturgico, con origini che risalgono al tredicesimo secolo. Il testo, la preghiera di ringraziamento del peccatore a Dio per la sua clemenza, lascia supporre che fosse destinato a un periodo penitenziale o forse alle Rogazioni.
Crisantemi di Giacomo Puccini
Giacomo Puccini (1858-1924) compose Crisantemi, elegia per quartetto d’archi, tra gennaio e febbraio del 1890, in una sola notte di lavoro. L’elegia, termine che nell’Ottocento indica composizioni di carattere funebre o melanconico, sopravvisse all’occasionalità poiché il materiale musicale venne usato per il finale della Manon Lescaut. È un movimento singolo e di basso continuo.
Fino a quando… di Nahel Al Halabi
Il compositore ha scelto di raccontare tra le molteplici storie vere di bambini che costellano, ormai da sette anni, la guerra in Siria, attraverso il linguaggio universale della musica, quella di Nayef, un cucciolo di uomo di 8 anni che vive questo momento storico anche nel piccolo della sua famiglia, trasformando una giornata e quelle a seguire, in una tragedia mozzafiato.
Look at the World di John Rutter
John Rutter è considerato uno dei principali compositori e musicisti di musica sacra viventi; si tratta di un brano nel quale vengo enumerate le bellezze naturali “che Dio ha creato nel mondo e per le quali, soprattutto per i valori morali, gli viene espressa gratitudine”.
La Speranza del Ritorno di Nahel Al Halabi
Un’autobiografia toccante che vede il compositore costretto a lasciare l’amata Damasco dopo duri e ripetuti “inviti” dal governo centrale, il viaggio drammatico per mare, l’estenuante attraversamento dell’Europa, il passare del tempo e l’adattarsi ad una nuova cultura. Quindi la speranza infranta di una risoluzione della problematica siriana davanti all’accentuarsi degli estremismi e il farsi strada del terrorismo. Il tornare come in sogno ad un’alba che “…ricorderò per tutta la vita: ancora rivedo spari, urla strazianti, persone che scappano senza una direzione precisa, ma soprattutto sangue, sangue a non finire” come nel sogno iniziale del brano. Infine la forza di una richiesta alle potenze internazionali di una soluzione concreta, un’azione decisiva che possa spegnere le armi e fermare il sangue.
“Non c’è spazio per nient’altro nel nostro cuore se non per la speranza che è l’unico bene prezioso, dal valore inestimabile, con cui possiamo giocarci la felicità”.