Di tutto lo splendore delle sue opere d’arte, degli arredi, dei gioielli, delle quadrerie, delle statue, dei suoi reperti romani, del vasellame e le ceramiche…
Delle montagne di raffinate ricchezze solo un’esigua parte rimane ancora visibile nel palazzo. Il saccheggio dei Lanzichenecchi del 1630 prima e delle truppe francesi poi, hanno spogliato delle sue opere il Palazzo Ducale, oltre alla vendita del 1628 che ha disperso quasi tutto.
Tra le poche opere rimaste sono da annoverarsi il dipinto di Domenico Morone raffigurante la cacciata dei Bonacolsi (1494) donato al palazzo Ducale dalla famiglia Fochessati che lo ave anella sua collezione privata, ed il ciclo dei nove arazzi raffaelleschi con storie degli Atti degli Apostoli che decoravano la basilica palatina di Santa Barbara, eseguiti a Bruxelles e acquistati dal cardinale Ercole Gonzaga nel 1559.
Fortunatamente sono rientrate a far mostra di sè alcune opere gentilmente messe a disposizione dall’imprenditore mantovano Romano Freddi che le ha rintracciate negli anni, alle vendite internazionali delle case d’asta più prestigiose. La collezione Freddi visitabile nel percorso del Castello di San Giorgio, raggruppa alcuni oggetti appartenuti alla famiglia Gonzaga tra cui un pezzo della pala del Rubens che rappresentava la famiglia Gonzaga in adorazione della Santissima Trinità. Il quadro fu al centro di un giallo, sparito e in parte perduto, venne ritrovato con alcune parti tagliate per essere rivendute in seguito sul mercato dell’arte.






